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Pokèmon Go Mania #1: perchè i Pokèmon si chiamano Pokèmon?



Chi di noi non conosce il famoso gioco mobile di Nintendo, creato in collaborazione con Niantic? Tutti abbiamo sentito parlare o giocato almeno una volta al fenomeno che sta facendo impazzire l’universo: Pokèmon Go.  A differenza dei contenuti presenti all’interno dei videogiochi ispirati alle mostruose creature nipponiche, l’app di Niantic sfrutta a proprio favore due aspetti importanti in questo periodo storico: la geolocalizzazione e la realtà aumentata. Due novità che hanno reso più attivo l’utente ad esplorare il mondo che lo circonda ( su tutta la superficie mondiale è possibile giocarci) e di vedere le creature od oggetti inquadrando la realtà con la fotocamera del proprio dispositivo. Pokèmon Go una novità che ha battuto tutti i record!

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Negli ultimi vent’anni se non hai vissuto su una montagna – isolato dalla tecnologia – sicuramente hai sentito parlare dei Pokèmon e molto probabilmente ti sei chiesto: cosa sono?

I Pokèmon non sono nient’altro che delle creature immaginarie che possono essere catturate ed allenate per farli combattere uno contro l’altro. Ogni Pokèmon è differente dall’altro! Diverse dunque le tipologie di Pokèmon che possiamo incontrare: 18 tipologie nella saga classica, mentre in Pokèmon Go se ne contano soltanto 17 (Normale – Acqua – Fuoco – Elettro – Erba – Ghiaccio – Lotta – Veleno – Volante – Terra – Psico – Coleottero – Drago – Acciaio – Spettro – Buio – Roccia – Folletto).

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Spesso conoscere cosa sono non è abbastanza e cominci ad incuriosirti finchè il “perchè” non diventa la tua proposizione interrogativa preferita. Da bambina mi sono sempre chiesta il perchè di quel nome dal suono curioso: “perchè i Pokèmon si chiamano Pokèmon con l’accento?” 

Pokèmon diversamente da quanto si crede è un’unione di due parole inglesi (Pocket e Monster), anzi una crasi tra le parole indicate. Così iniziarono ad ipotizzare diversi nomi, il primo dei quali fu Pockemon, ma per distinguere i personaggi nipponici dalla linea americana dei My Pocket si decise di eliminare la “c” e di aggiungere una “é” per indicare agli anglofoni che la “e” andava pronunciata (diversamente da come si pronunciano altre parole come poke). Alla fine quell’accento non è altro che un’indicazione linguistica, ma quando si è bambini anche una virgola può avere un significato diverso e fantasioso.