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Intel inizia a sondare i chip a 7 nanometri: entro l’anno i primi test sperimentali



Intel guarda avanti e si prepara ad avviare i primi test produttivi su piccola scala di processori a 7 nanometri: l’annuncio arriva in occasione di una call sui risultati finanziari del 2016 – che tra le altre cose ha messo in mostra numeri importanti.

Dal momento che si tratterà di un primo impianto pilota, la decisione non va forse in controtendenza rispetto alla nuova rotta che ha costretto Intel a rallentare il proprio ciclo produttivo con le linee Broadwell, Skylake e Kaby Lake, ma dimostra allo stesso tempo che l’azienda sta indagando le possibilità – e soprattutto le complicazioni – di produrre chip a 7-nm su larga scala.

Così, mentre il mercato si accinge ad accogliere i processori Cannonlake in volumi ridotti entro la fine dell’anno e in crescita nel corso del 2018, il colosso di Santa Clara avrà l’opportunità di studiare con attenzione come compiere un passo evolutivo importante e tutte le problematiche che ne conseguono.

“L’impianto pilota servirà a comprendere come realizzare miliardi di chip” afferma Dean McCarron, analista di Mercury Research.

Non esiste, ad oggi, un’indicazione precisa su quando l’azienda pensi di commercializzare processori a  7 nanometri, ma è verosimile pensare che ciò non avvenga prima di due o tre anni e i test su scala ridotta potranno rivelarsi utili in questo senso.

Con le tre serie precedenti alla nuova Cannonlake abbiamo osservato come Intel sia stata costretta a rallentare il suo processo di aggiornamento dei chip, passando dalla cosiddetta strategia “Tick-Tock” alla PAO (Process-Architecture-Optimization): un piano di tre fasi che ci ha consegnato Broadwell, Skylake e Kaby Lake.

La volontà di iniziare già a saggiare il processo produttivo a 7-nm potrebbe quindi restituirci una Intel intenzionata a perseguire con maggiore risolutezza la “Legge di Moore, formulata dal co-fondatore dell’azienda e secondo la quale “le prestazioni dei processori, e il numero di transistor ad esso relativo, raddoppiano ogni 18(-24) mesi”.

Allo stesso modo si tratterà anche di un modo per non restare attardati rispetto ad una concorrenza – nelle sembianze di Samsung, Globalfoundries e TSMC – ben intenzionata a raggiungere il processo produttivi a 7-nm in breve tempo, seppur con differenze in efficienza e prestazioni.


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